L’intrattenimento: una breve panoramica dagli antichi ad oggi

"Svago" ed "intrattenimento" indicano una moltitudine di attività ludiche. Il confine tra i due concetti è rappresentato dal pubblico.

L’intrattenimento, infatti, presuppone l’interesse di un pubblico nei confronti dell’attività o dell’evento.

L’evento di intrattenimento può prevedere una performance prestabilita o azioni interattive spontanee. Il pubblico può avere un ruolo attivo, come avviene prendendo parte a dei giochi, o limitarsi al ruolo passivo di spettatore.

L’intrattenimento concretizza un’esigenza di condivisione imprescindibile dalla natura umana e, pertanto, presente in ogni cultura. Alcune forme di intrattenimento, come spettacoli teatrali e musicali, hanno attraversato secoli e millenni, evolvendosi con la società e la tecnologia. Altre hanno contraddistinto precisi periodi storici ma sono state condannate all’oblio perché, a seguito dei cambiamenti culturali, sono diventate socialmente inaccettabili. Pensiamo, ad esempio, alle esecuzioni pubbliche.

Vediamo insieme come l’intrattenimento ha attraversato epoche e civiltà.

Intrattenimento nell’antichità

La narrazione rappresenta la forma di intrattenimento condivisa da tutte le culture antiche.

Le figure di narratori antichi più note sono indubbiamente quelle degli aedi. Accompagnando i loro racconti con la cetra, questi cantori fondono la memoria storica della cultura ellenica con l’improvvisazione e la creazione personale, interpretando i poemi epici tradizionali.

Nella Grecia del V secolo a.C. si sviluppa il teatro, strettamente connesso alle celebrazioni religiose. Anche lo sport rappresenta una forma di intrattenimento pubblica con i giochi, connessi alla memoria degli eroi defunti, e i ginnasi.

Nell’antica Roma l’intrattenimento pubblico acquisisce un ruolo politicamente strategico. I politici sovvenzionano il divertimento con lo scopo di compiacere il popolo. La celebre espressione "Panem et circenses" rappresenta le aspirazioni della plebe compiaciute dalle strategie politiche demagogiche.

Il Medioevo

In epoca medievale, la differenza di classe sociale ha un forte impatto sulle attività di intrattenimento. Per i nobili, le attività ludiche principali sono le competizioni di caccia e i banchetti. Musici e giocolieri girovaghi sono ospiti abituali dei castelli. Contadini e artigiani approfittano invece delle feste religiose per divertirsi, con canti, danze, giochi di società e sport a squadre come la soule, antenata del calcio.

Le rappresentazioni teatrali a tema religioso durano giorni interi ed attirano moltissimi spettatori. Alle donne è proibita la recitazione e la Chiesa condanna le rappresentazioni teatrali pagane. Tuttavia, ciò non impedisce al giullare di diventare protagonista della vita di corte.

Il torneo e le giostre sono battaglie fittizie regolate e premiate, riservate ai cavalieri.

Le malattie e la paura di una morte imminente inducevano il popolo a danze liberatorie, anche all’interno dei cimiteri.

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Secoli XVI e XVII

L’aristocrazia trova diletto nell’arte, nel teatro, nell’opera, nei banchetti, nella caccia e in competizioni sportive a cavallo. In Inghilterra, si identifica il cricket con la classe nobiliare.

Nascono i primi teatri stabili. La borghesia, sebbene costretta ad occupare posti di serie b nei teatri, riesce a godere in parte delle arti ed emula la nobiltà concedendosi intrattenimenti sportivi sanguinari come combattimenti di galli e cani e spettacoli con i tori.

Per chi non può permettersi un posto a teatro, vengono viste come forme di intrattenimento pubblico le esecuzioni. Tra queste, sono molto popolari le morti delle streghe sul rogo.

Dal momento che l’alfabetizzazione è privilegio di pochi, le letture pubbliche sono comuni.

Il XVIII secolo

Si diffondono i caffè e questi, insieme ai salotti aristocratici, diventano i centri di produzione intellettuale.

È il periodo di grande successo di compositori come Mozart e dell’edificazione di moltissimi teatri in tutta Europa. In Italia, sorgono il Teatro Regio di Torino, la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, il San Carlo a Napoli.

Nasce una nuova abitudine nella classe aristocratica britannica: viaggiare per piacere. I viaggi, fino a questo momento legati a necessità (economiche, religiose, politiche, di salute) diventano occasione di svago, conoscenza, arte, cultura. Nasce così il turismo.

L’intrattenimento nell’età contemporanea

Con la diffusione dell’alfabetizzazione, la lettura di riviste e romanzi diventa fonte popolare di intrattenimento.

La frequentazione delle terme e dei litorali, fino a questo momento peculiarità delle classi nobiliari, coinvolge trasversalmente la società.

Lo sport diventa argomento centrale delle cronache giornalistiche. Si sviluppano escursionismo ed alpinismo.

L’intrattenimento si lega indissolubilmente alla tecnologia con l’avvento del cinema, che rappresenta la prima forma di spettacolo di massa. Nel 1920 arriva la radio e, nella seconda metà del XX secolo, la televisione, generalmente molto piccola, di sicuro non come le migliori televisioni da 32 pollici.

Con il miglioramento del tenore di vita generale, le innovazioni si diffondono presto in tutte le case: radio, giradischi, televisioni, macchine fotografiche.

Nei paesi sviluppati, nasce il turismo di massa: resort, pacchetti vacanze, campeggi e caravanning hanno grande successo grazie al basso costo.

Con la fine della Seconda guerra mondiale, lo stile di vita americano si diffonde in tutto il mondo occidentale, soprattutto nella popolazione giovane.

Oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, quasi ogni forma di intrattenimento è reperibile istantaneamente. Streaming, dirette social, "real" tv ci consentono di avere accesso immediato ad ogni informazione e possibilità di interazione.

L’intrattenimento, sebbene legato alle tradizioni (musica, spettacolo, danza, sport, giochi) incorpora le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione.