I circuiti stampati: a cosa servono?

La presenza massiccia delle applicazioni elettroniche nella nostra vita quotidiana è ormai un fatto inequivocabile: le utilizziamo per regolare una quantità enorme di strumenti e dispositivi in ogni ambito, da quello lavorativo a quelli più personali; ma ci siamo mai soffermati a riflettere sul fatto che alla base dei dispositivi elettronici più differenti c’è sempre un identico oggetto, piccolo, apparentemente semplice, e invece essenziale? Le cose stanno così, e questo oggetto è il circuito stampato.

Dove ne troviamo? In questo preciso momento, ce ne sono diversi in funzione proprio davanti a voi. Si chiamano scheda madre, scheda video, scheda di rete… praticamente quasi tutte le componenti funzionali del vostro computer sono grandi circuiti stampati. La stessa cosa vale per la vostra radio, se state ascoltando della musica, o per la vostra televisione – perfino del suo telecomando. Ma non fermiamoci a questo: il vostro cellulare contiene decine di circuiti stampati, ancora di più da quando sono comparsi gli smartphone. E perfino il forno che avete in cucina, o la lavastoviglie, o la vostra lavatrice, sono regolati e governati da questi piccoli protagonisti dell’elettronica, naturalmente configurati in maniera diversa, con diversi equipaggiamenti e funzioni.

Se ci spostiamo invece nell’ambito industriale, ritroveremo altri circuiti stampati nei sistemi idraulici, nei regolatori dei gasdotti, nei compressori, negli accumulatori e nei trasformatori – una delle prime applicazioni nelle quali vennero integrati. Sono ormai quasi passati ottant’anni da quando, nel 1936, un giovane ingegnere Austriaco ne creò il primo esemplare integrato per la radio a cui stava lavorando, ma a quanto pare il circuito stampato è ancora in ottima forma!

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