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Bluetrusco intanto, riscuote una straordinaria partecipazione

 “Vieni oh Fufluns con noi a brindare”

Strumenti realizzati con l’archeologia sperimentale, canzoni e supporto dell’elettronica

 

Bluetrusco, sabato 30 luglio (ore 22, al castello di Murlo), offre la prima nazionale di uno spettacolo di grande originalità: ”Vieni, oh Fufluns, con noi a brindare!” a cura di Francesco Landucci (cithara, lyra, aulos), Sabina Manetti (canto) e Cinzia Murolo.

Si tratta di musiche e canti ispirati al simposio etrusco, preceduti da laboratori e installazioni sonore per tutta la giornata, al museo (dalle ore 10). Sempre in mattinata (ancora ore 10) si possono visitare gli scavi, ancora in corso, a Poggio Civitate. Nel pomeriggio (ore 19) si parla del rapporto tra Etruschi e televisione con una esperta di questo particolare mezzo di comunicazione: Federica Lops (dottoranda di ricerca all’Università di Foggia). Quindi la cena in piazza su prenotazione (3489003563), prima del concerto.

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Per lo spettacolo “Vieni, oh Fufluns, con noi a brindare!” vengono utilizzati strumenti ricostruiti seguendo l’iconografia dell’epoca, poi ci  pensa la creatività contemporanea e l’elettronica a fare il resto. La performance è particolarmente accattivante: i suoni verranno prodotti singolarmente, poi registrati e rimandati in contemporanea in loop, come a comporre un’orchestra. Sono previste canzoni su vari temi, sia in italiano che in etrusco. Domenica 31 luglio, la colazione al museo, prima di una giornata dedicata a visite guidate e laboratori al museo. In serata, omaggio a Volterra, con la presentazione del volume di Andrea Bizzarri dedicato alla “Magica Etruria” di Chiusi, Cortona, Arezzo.

 

Arriva quasi al termine (almeno per la parte dedicata ai 50 anni dal ritrovamento dell’insediamento etrusco di Poggio Civitate) un festival innovativo, che porta un antico popolo su un piano contemporaneo, sia negli incontri con gli studiosi che negli spettacoli e nei laboratori. E il divertimento è assicurato, così come l’attenzione di un pubblico crescente, inaspettato per un cartellone di tipo culturale. Nei giorni scorsi, straordinarie sono state le letture di David Riondino dello scrittore inglese David Herbert Lawrence. Grazia Di Michele ha portato le sonorità jazz del suo ultimo disco “Il mio blu” di fronte a un vasto pubblico: concerto perfetto, in un festival  che vuole omaggiare l’amore degli etruschi per la musica citando nel titolo la magia “nota blu”.  Al castello si sono esibiti altri musicisti jazz e si sono alternati, ai microfoni, giornalisti, scrittori e etruscologi, con il coordinamento del direttore scientifico Giuseppe Maria Della Fina: Andreas M. Steiner, Anthony Tuck, Alessandro Naso, Sergio Valzania, Bruno Manfellotto, Maurizio Harari, Guido Barlozzetti, Luigi Bicchi, Maurizio Bianchini, Giulio Paolucci, Paola Zannoner, Maria Angela Turchetti, senza dimenticare artisti come David Riondino o Alessandro Calonaci. Quindi, laboratori, una colazione con musica classica al museo e visite guidate anche agli scavi di Poggio Civitate, dei quali ricorre il cinquantesimo anniversario dal loro inizio. Questo e altro ancora, per un cartellone di successo che continua fino al 18 ottobre, ma che ha visto in questo mese di luglio il suo momento centrale.