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La famiglia etrusca che s’insediò nel palazzo di Poggio Civitate scelse questo rilievo probabilmente perché, seppure di altezza modesta, sovrastava le basse colline all’intorno consentendone il controllo. La diversa morfologia deriva dalla diversa geologia; Poggio Civitate è infatti formato da rocce più resistenti all’erosione: si tratta in gran parte di marne e calcari appartenenti alla Formazione delle Marne di Murlo, ben visibili lungo il percorso come rocce bianco-grigie, talvolta compatte (calcari) ma più spesso suddivise in scagliette (marne). Sul crinale affiora, a formare una specie di cappello, la Formazione delle Argille con Calcari palombini, dalle caratteristiche e resistenti bancate di calcari silicei color grigio-nocciola che compaiono anche nell’area archeologica. L’origine di queste rocce avvenne in un ambiente di mare profondo del Cretaceo inferiore, circa 140 milioni di anni fa, durante le fasi tettoniche di chiusura dell’Oceano Tetide, che portarono alla formazione degli Appennini.
Le colline sottostanti Poggio Civitate, fino a Vescovado, sono invece molto più recenti e formate da rocce maggiormente erodibili come conglomerati, sabbie e argille, deposte con l’arrivo del mare nel Pliocene (circa 5 milioni di anni fa), che giunse a lambire quasi la sommità di Poggio Civitate; lo dimostrano anche i piccoli fori di litodomi (molluschi che vivevano in gallerie scavate nella roccia, conosciuti come “datteri di mare”) che si ritrovano talvolta sui ciottoli calcarei lungo il percorso di ritorno al Museo, all’altezza di Podere Casino. Si trattava di un ambiente di mare basso, con spiagge di ghiaia e sabbia (gli attuali conglomerati, sabbie e arenarie), che verso est diventava via via più profondo, con fondali in cui si depositava solo sedimento più fine (le argille oggi conosciute come “crete della Val d’Arbia”).
La geologia ha condizionato anche l’uso del suolo: laddove vi sono marne e calcari, terreni difficili da lavorare, regna quasi sempre il bosco, mentre sui conglomerati e sulle argille troviamo oliveti, vigneti e seminativi.

ArgillePalombini

 

Un affioramento della Formazione delle Argille con Calcari Palombini sulla sommità della dorsale Poggio Aguzzo-Poggio Civitate, con le caratteristiche bancate di calcare siliceo grigio-nocciola, che risaltano per la maggiore resistenza all’erosione delle circostanti marne.
 
An outcrop of the Formation of Clays with “Calcari Palombini” on top of the ridge Poggio Aguzzo-Poggio Civitate, with the typical banks of grey-hazel siliceous limestone, striking for their higher resistance to erosion compared to the surrounding marl.

 

fossile
Uno dei fossili più comuni individuabili nei terreni pliocenici di Murlo, il mollusco bivalve Panopea, che viveva sui bassi fondali marini sabbiosi.
One of the most common fossils that can be found on Pliocene terrains of Murlo, the bivalve mollusk Panopea lived on shallow sandy sea basins.

 

Carta_geo

Landscape and geology

The Etruscan family who settled in the palace of Poggio Civitate chose this particular hill that, despite its modest elevation, overlooked the sorrounding lower hills, allowing them to be controlled. The different morphology derives from the different geology; Poggio Civitate is made of rocks that are more resistant to erosion: mainly marl and limestone belonging to the Formation of “Marne di Murlo”, well visible along the way as white-gray rocks, sometimes compact (limestone) but more often shaley (marl). Emerging on the ridge as a kind of hat is the Formation of Clays with “calcari palombini”, made of resistant banks of siliceous limestone of grey-hazel colour, appearing also in the archaeological site. These rocks were formed in a deep sea of the Early Cretaceous, about 140 million years ago, during the tectonic phases of closing of the Thetys Ocean which led to the formation of the Appenines.
The hills below Poggio Civitate up to the town of Vescovado are much more recent instead and are made of easily erodible rocks like conglomerates, sands and clays, laid down during the Pliocene epoch (about 5 million years ago) by the sea which almost came to lap the top of Poggio Civitate; this is witnessed by the small borings of lithophaga (mollusks living in tunnels excavated in the rock, known as “date shells”) that can be found on the calcareous pebbles along the way back to the museum, by Podere Casino. This environment was made of a shallow sea with beaches of gravel and sand (today’s conglomerates, sands and sandstone), becoming deeper towards East where only a finer sediment would reach the bottom (the clays known today as “crete della Val d’Arbia”).
Geology has influenced the use of soil: woods prevail where marl and limestone are, difficult rocks to be worked, while conglomerates and clays host olive groves, vineyards and cultivated fields.