8Murlo

L’insediamento antico di Murlo è stato iniziato a scavare nel 1966 sotto la direzione dell’archeologo statunitense Kyle M. Phillips (Bryn Mawr College), che aveva accolto una sollecitazione in tal senso dello storico dell’arte antica Ranuccio Bianchi Bandinelli. I risultati furono subito di grande interesse e le campagne di scavo sono proseguite sino ad oggi.
Ora sappiamo che nell’area denominata Poggio Civitate si trovava un insediamento etrusco riunito intorno a un palazzo, di cui sono state riconosciute due fasi: una risalente ai decenni 675-600 a.C. (periodo orientalizzante), l’altra (periodo arcaico) sviluppatasi durante il VI secolo a.C. Alla fine dello stesso secolo, negli anni 530-520 a.C., l’intero complesso venne distrutto e abbandonato. Vi fu, comunque, il tempo per seppellire l’apparato decorativo in terracotta del palazzo in fosse scavate appositamente.
La vita nel palazzo era stata florida e governata con ogni probabilità da una gens (una famiglia aristocratica) che riuscì a esercitare un controllo su un’area abbastanza vasta sino a quando non si scontrò con la polis (città-stato) di Chiusi che aveva iniziato a portare avanti una politica di espansione elaborata dalla nuova classe dirigente che, nel frattempo, era giunta al potere. Da quest’ultima emerse la figura più nota della storia etrusca: il re Porsenna.
Il benessere di Murlo era stato assicurato dalla posizione geografica essendo sorto lungo l’itinerario che collegava i centri etruschi di Roselle e Vetulonia con la Val di Chiana e quindi la costa tirrenica con l’Etruria interna. Un ruolo importante ebbe anche lo sfruttamento delle vicine miniere di Casenovole e Poggio Abbù. All’attività estrattiva si accompagnò quella metallurgica.
Scavi recenti – diretti da Anthony Tuck – hanno portato alla scoperta di un abitato non aristocratico situato vicino al palazzo e ad esso connesso.

Murlo in Etruria

Murlo in Etruria

 

 

cavallo arcaico
Acroterio del VI secolo a.C. in terracotta.

7th century BC terracotta acroterion.

gorgone terracotta
Antefissa del VI secolo a.C.: Gorgone.

6th century antefix: Gorgon.

 

Murlo

The ancient settlement of Murlo was first excavated in 1966 under the supervision of the American archeologist Kyle M. Phillips (Bryn Mawr College), working on an intuition of the historian of ancient art Ranuccio Bianchi Brandinelli. The results immediately provoked great interest and the excavations have continued until today.
We now know that in the area known as Poggio Civitate an Etruscan settlement was situated gathered round a palace, acknowledged to have existed in two phases: one dating back to 675-600 B.C. (orientalizing period) and the other (archaic period) to the 6th century B.C. At the end of that century, around 530-520 B.C., the whole complex was destroyed and abandoned. There was however time to bury the decorative terracotta embellishments from the palace in ditches purposely excavated.
Palace life had been flourishing and probably governed by a gens (aristocratic family) who managed to keep control over a considerably vast area up till when they clashed with the polis (city-state) of Chiusi which had started to carry out a policy of expansion set up by the new governing class which had meanwhile come to power. This same body of society produced the best-known character in Etruscan history: King Porsenna.
The wellbeing of Murlo had been guaranteed by its geographical position, having developed along the route connecting the Etruscan centres of Roselle and Vetulonia with the Val di Chiana and hence the Tyrrhenian coast with inland Etruria. The exploitation of the nearby mines of Casenovole and Poggio Abbù also played an important role. Both extraction and metalurgic activities were carried out.
Recent excavations – under the supervision of Anthony Tuck – have brought to light a non-aristocratic settlement situated near the palace and connected with it.