6miniere_di_Murlo

Da questo punto panoramico sul fianco occidentale di Poggio Aguzzo, lo sguardo si posa sulla valle del torrente Crevole e sul villaggio di Miniere di Murlo. Si tratta di un paesaggio che probabilmente anche l’archeologo senese Ranuccio Bianchi Bandinelli osservò durante le sue prime esplorazioni a Poggio Civitate, negli anni ’20 del Novecento, che lo portarono ad intuire la presenza dell’insediamento etrusco e che successivamente dettero il via agli scavi. Al tempo delle prime frequentazioni di Bianchi Bandinelli, il villaggio di Miniere, oggi tranquillo borgo residenziale, era in piena attività per l’estrazione di lignite e per la produzione di calce da cemento.
La scoperta della lignite nel territorio di Murlo risale all’anno 1869.
Successivamente fu costituita una società denominata Miniera Carbonifera di Murlo per coltivare il giacimento esistente e trasformare in semilavorati le risorse naturali presenti nel comprensorio. Nell’anno 1876 fu completata la costruzione della ferrovia privata di oltre ventidue chilometri per collegare il villaggio minerario alla Traversa Toscana ed ai mercati nazionali. Più compagnie si succedettero nella gestione delle attività con alterne fortune ed operando modifiche agli impianti e alle attrezzature. Difficoltà finanziarie costrinsero alla cessazione dell’attività mineraria nel 1893. La ripresa avvenne venticinque anni dopo da parte della SAI Ansaldo, società interessata al settore carburanti naturali, la quale operò sostanziali ammodernamenti alle strutture ed agli impianti procedendo alla loro elettrificazione assieme a quella del villaggio. Con la costruzione della ferrovia Siena-Monte Antico, inaugurata nel 1927, la vecchia carbonifera fu soggetta a esproprio e l’attività mineraria cessò per l’impossibilità di poter commercializzare i propri prodotti. Il lavoro riprese, seppure in forma ridotta, per fronteggiare le Sanzioni applicate all’Italia per la sua guerra di conquista in terra d’Africa e poi in forma più intensa durante la seconda guerra mondiale. Nel 1944 le truppe tedesche in ritirata causarono danni irreparabili alle strutture minerarie ed alla linea Siena-Monte Antico-Grosseto vanificando in seguito ogni tentativo di ripresa. La chiusura definitiva dell’attività avvenne nel 1948.

 

01 Villaggio 1919
Il villaggio di Miniere di Murlo in una foto degli anni ‘20, durante la gestione mineraria della SAI Ansaldo.
 
The village of Miniere di Murlo in a picture of the 1920s during the mining activity of the company Ansaldo.
1919 e seg._Villaggio minerario-Lato sud2
Nel particolare ingrandito sono visibili da sinistra: il piano caricatore, il magazzino della calce, la fornace continua per calce (detta “La Fortezza”, con di fronte lo scarico delle scorie), la fornace incompiuta, il magazzino del cemento a lenta presa, i forni continui per cemento. Alle spalle, le cave di calcare marnoso e marne.
 
The enlarged detail shows from left: the loading level, the quick lime warehouse, the lime-kiln (known as “The Fortress”, with the slag dump in front), the unfinished kiln, the slow-setting cement warehouse, the cement kilns and, on the background, the marl and marly limestone quarries.
Dario Neri-Villaggio miniera 1920
Il villaggio di Miniere di Murlo disegnato nel 1920 dal pittore Dario Neri, contemporaneo di Ranuccio Bianchi Bandinelli.
 
The village of Miniere di Murlo drawn in 1920 by the painter Dario Neri, contemporary to Ranuccio Bianchi Bandinelli.

 

The mining village: an outlook of Murlo at the time of Bianchi Bandinelli

From this panoramic point on the western flank of Poggio Aguzzo, our look turns to the valley of the stream Crevole and to the village of Miniere di Murlo. This is a landscape that most likely even the archaeologist Ranuccio Bianchi Bandinelli observed during his first explorations of Poggio Civitate in the 1920s, which led him to the intuition of the existence of an Etruscan settlement and set the basis for the later diggings. At the time of Bianchi Bandinelli the village of Miniere, today a quiet residential area, was bustling with activity for the mining of lignite and the production of quick lime.
The discovery of lignite in the territory of Murlo dates back to 1869.
A company named Miniera Carbonifera di Murlo was created later for exploiting the existing deposit and transforming the natural resources of the district into semimanufactured products. In 1876 a 22 km private railway was accomplished to link the mining village to the major Tuscan railway and therefore to the national markets. More companies followed in the running of the activities, each with their ups and downs and each introducing changes to the plants and equipment. Financial troubles led to the end of the mining activities in 1893. Twenty-five years later the activity resumed with SAI Ansaldo, a company interested in natural fuels that introduced a consistent modernization of the structures and plants including their, and the whole village, electrification. With the construction of the railway Siena-Monte Antico, inaugurated in 1927, the old railway was expropriated and the mining activity stopped for the impossibility to trade their products. Although in a limited way, the activity resumed in order to face the Sanctions applied to Italy for its war of conquest in Africa; it also resumed more intensely during World War 2. In 1944 the retreating German troops caused irreparable damages to the mining structures and to the railway line Siena-Monte Antico-Grosseto, jeopardizing any later attempt of resumption. The definitive shutting of the activity occurred in 1948.