9palazzo_orientalizzante

A Poggio Civitate, tra il 675 e il 600 a.C., la vita sociale, politica e religiosa di una famiglia aristocratica etrusca si svolgeva all’interno di un palazzo sviluppato su due piani: il piano terra, dove venivano conservate le derrate alimentari, e il piano primo, adibito ad uso abitativo.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce anche la copertura del tetto, strutturata con un’alternanza di tegole e coppi e adornata con acroteri sulla parte sommitale. Le decorazioni presentano motivi vegetali e animali.
Tra le decorazioni troviamo boccioli stilizzati e cavalli di profilo con cavaliere. Di diversa fattezza, invece, due leoncini che azzannano una figura umana al centro della scena.
Un momento rilevante della vita quotidiana all’interno del palazzo era rappresentato dal banchetto, un connubio tra vita sociale e vita religiosa.
La ceramica da mensa rinvenuta è sia di produzione locale che di origine orientale. In tutta Etruria, il periodo è detto Orientalizzante proprio per i materiali provenienti dal bacino orientale del Mediterraneo.
La produzione locale è rappresentata da materiali in bucchero; ceramica nera ottenuta riducendo l’ossigeno durante la cottura del manufatto in argilla. L’ossido ferrico, componente minerale dell’argilla, si trasforma in ossido ferroso, dando la caratteristica colorazione nera.
I buccheri di questo periodo presentano pareti sottili e manici modellati a formare figure mitologiche. In particolare, si riconoscono la Signora degli animali e la Dea piangente.
La Signora degli animali veniva rappresentata con volatili o serpenti stretti tra le mani, mentre la Dea piangente era raffigurata alata, con le mani sul petto e le trecce sino al ventre.
Alcuni buccheri presentano macchie rossastre dovute ad una ricottura del materiale durante l’incendio del 600 a.C. circa, che distrusse la struttura.
Nei pressi del palazzo vero e proprio si trovavano un edificio articolato su tre vani (un possibile tempio secondo gli scavatori) e un laboratorio a forma rettangolare dove – sotto un unico tetto – lavoravano gli artigiani che producevano per le necessità della corte.

 

cavallo orientalizzante

Acroterio del VII secolo a.C.: cavallo con cavaliere.

7th century acroterion: horse and rider.

 

33 Orientalizing Complex reconstruction

Ipotesi di ricostruzione del palazzo in epoca orientalizzante.

Reconstruction hypothesis of the orientalizing palace.

 

anse plastiche
Anse plastiche in bucchero con immagine della Signora degli animali e della Dea piangente.

Plastic handles with images of the Lady of the Animals and the Weeping Goddess.

 

The orientalizing period palace

Between 675 and 600 B.C. at Poggio Civitate the social, political and religious life of an aristocratic family went on within a palace built on two floors: the ground floor where foodstuffs were stocked and the first floor, used as a dwelling.
The archeological excavations have also brought to light the roof covering, constructed alternating flat and bent roof tiles adorned with acroteria on the ridge. The decorations represent plant and animal motives.
Stylized buds and horse and rider profiles can be found among these decorations. The scene of two lion cubs snapping at a central human figure is of a different style. One of the highlights of daily life in the palace is represented by the banquet, a combination of social and religious life.
The retrieved table pottery is both of local production and of oriental origin. In all Etruria, this period is called Orientalizing because of the use of material originating in the oriental basin of the Mediterranean.
Local production is represented by material in bucchero; black ceramics obtained by reducing the oxygen during the firing of the clay artifact. The ferric oxide, a mineral component of clay, is transformed into ferrous oxide, producing the characteristic black colour.
The bucchero of this period is thin with handles modelled to form mythological figures. In particular, the Lady of the animals and the weeping Goddess are recognisable.
The Lady of the animals was represented with birds or snakes in her hands, whilst the weeping Goddess as a winged figure, with her hands on her chest and plaits down to her stomach.
Some of the bucchero objects reveal red marks due to the annealing of the material during the fire around 600 B.C. which destroyed the structure.
Nearby the palace itself a three-room building can be found (a possible temple according to the archeologists) and a rectangular workshop where – under the same roof – artisans worked and produced the needs of the court.