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Nell’arco di una decina di anni dall’incendio del 600 a.C., il palazzo venne ricostruito: un quadrilatero di 60 metri di lato, con diciotto ambienti, aperto su una corte interna porticata su tre lati.
Sul lato privo di colonnato si apriva una grande stanza: il tablinum, l’archivio storico della famiglia gentilizia, comunicante con altri due vani, il triclinium e il cubiculum, dove venivano soddisfatte le funzioni primarie: mangiare e dormire. Di fronte al tablinum, nella corte, si trovava un ulteriore ambiente dedicato al culto degli antenati.
Antenati che proteggevano il palazzo dalla sommità del tetto: raffigurati in posizione seduta, con un oggetto tra le mani, probabilmente un simbolo di potere, fabbricato con materiale deperibile, e che indossavano un insolito cappello a tesa larga con l’estremità a punta. Decoravano il tetto anche cavalli, pantere, arieti, grifoni, sfingi e gorgoni.
Nelle pareti intorno al cortile correvano lastre in terracotta rappresentative di quattro aspetti della vita sociale nel palazzo: il banchetto, la corsa dei cavalli, la processione e l’assemblea di famiglia. Il cane è rappresentato in più scene: un animale da compagnia e di ausilio nelle attività dell’uomo.
È stata rinvenuta anche una conduttura per le acque, realizzata con dodici cilindri troncoconici in terracotta, inseriti uno dentro l’altro.
Molto interessante la differenza artistica riscontrabile tra i periodi orientalizzante e arcaico: sia nella realizzazione delle decorazioni architettoniche che in quella dei buccheri. Questi ultimi, nella fase arcaica, presentano pareti spesse e decorazioni abbondanti: si tratta del cosiddetto bucchero pesante.
L’insediamento aristocratico di Poggio Civitate venne distrutto tra il 530 e il 525 a.C., alcune delle terrecotte architettoniche sono state depositate in apposite fosse e l’intera area coperta con un terrapieno realizzato con i materiali edilizi del palazzo stesso.

Archaic Phase Building Poggio Civitate

The archaic period palace

Within a decade of the 600 B.C. fire, the palace was rebuilt: a square of 60 metres per side, eighteen rooms, which opened onto an internal courtyard with a portico on three sides.
A large room extended from the side without the colonnade: the tablinum, the historical archives of the noble family, communicating with the other spaces, the triclinium and the cubiculum serving the primary functions of eating and sleeping. Opposite the tablium, inside the courtyard, there was another room dedicated the the cult of the ancestors.
Ancestors who protected the palace from the ridge of the roof: represented in a sitting position with an object in their hands, probably a symbol of power, made out of perishable material, and who wore an unusual wide-brimmed pointed hat. Other roof decorations represented horses, panthers, rams, griffons, sfinges and gorgons.
There were terracotta slabs around the walls of the courtyard depicting the four aspects of palace social life: the banquet, the horse race, the procession and the family reunion. The dog is present in several scenes: a domesticated animal and part of the activity of man.
Another discovery has been a water pipeline made of twelve cylindrical troncated terracotta cones, inserted into each other.
A noteworthy fact is the artistic difference between the orientalizing and the archaic periods in the manufacture of both the architectonic and bucchero decorations. The latter, in the archaic phase, have thick walls and abundant decoration: the so-called heavy bucchero.
The aristocratic settlement of Poggio Civitate was destroyed between 530 and 525 B.C., some of the architectonic terracotta objects were deposited in purposely excavated ditches and the whole area covered with a mound made up of building material from the palace itself.