Sentieri Etruschi

12zoologia_zooarcheologia

Fin dall’inizio degli scavi archeologici a Poggio Civitate sono stati ritrovati oggetti raffiguranti animali e numerosissimi resti faunistici, che una recente analisi zooarcheologica ha iniziato a classificare e interpretare. Gli oltre 5.500 resti analizzati fino ad oggi provengono dal primo insediamento (periodo orientalizzante) e risalgono quindi al VII secolo a.C.
La maggior parte dei reperti ossei trovati appartiene ad animali domestici allevati sul posto: principalmente maiali, poi pecore, capre, bovini e cani, mentre fra le specie selvatiche sono stati riconosciuti molti resti di cervo e cinghiale e alcuni di capriolo, lepre, volpe, tasso, lupo, tartaruga, uccelli (piccioni, anatre, rapaci ecc.), equidi (asino o cavallo), felini non meglio identificati (forse gatti) e perfino un reperto di orso e uno di “uro” o bue primigenio (Bos primigenius), una specie oggi estinta dalla quale si pensa derivino le razze domestiche di bovini.
Dalla residenza gentilizia provengono la maggior parte dei reperti di fauna di grossa taglia, sia domestica che selvatica (bovini, equidi, cervo, cinghiale, lupo, orso, uro), a testimonianza dei frequenti banchetti e della probabile presenza di trofei di caccia, attività praticata generalmente solo dagli aristocratici.
La presenza significativa di pecore e capre e i numerosi resti di agnelli e capretti sono indizi della produzione di latte e formaggio e della lavorazione della lana, come confermano i tanti pesi da telaio esposti al Museo.
Cercando di fare un confronto con la fauna odierna del territorio di Murlo, è da notare la forte diminuzione dell’allevamento rispetto al periodo etrusco e, per quanto riguarda la fauna selvatica, la sparizione del cervo, dell’orso e, almeno fino alla sua recente ricomparsa, del lupo.
Ben presenti anche oggi sono invece cinghiali, caprioli, volpi, lepri e tassi.

 

lontra Oggetto prezioso in avorio del VII secolo a.C., raffigurante la testa di una lontra, specie vissuta nei fiumi Ombrone e Merse fino agli anni ‘90 del secolo scorso e oggi considerata estinta.
A precious ivory object from the 7th century BC, depicting the head of an otter, a species that lived in the Ombrone and Merse rivers up to the 90s of the last century and today considered extinct.
bucchero_cervo Frammento di bucchero con decorazioni raffiguranti un cervo.
Fragment of “bucchero” with decorations depicting a deer.
bucchero_decorazione_cervo Frammento di bucchero con decorazioni raffiguranti un cervo.
Fragment of “bucchero” with decorations depicting a deer.
civetta Manufatto in bronzo alto poco più di 3 cm, raffigurante una civetta e rinvenuto con un anello in bronzo intorno ai piedi (VI secolo a.C.).
A bronze artifact of just over 3 cm high, depicting an owl and found with a bronze ring around its legs (VI century BC).
lepre Oggetto prezioso in avorio del VII secolo a.C. raffigurante una lepre.
A precious ivory object of the 7th century BC depicting a hare.
zanne cinghiale Zanne di un maschio di cinghiale rinvenute durante gli scavi.
Male wild boar tusks found during excavations.

 

 

Zoology and zooarcheology

Since the beginning of the archaeological excavations in Poggio Civitate many animal remains have been found, whose classification and interpretation is carried on by a recent zoo-archaeological research. The over 5,500 remains so far analyzed come from the first settlement (Orientalizing Period) and therefore date back to the 7th century BC.
Most of the bones found belong to domestic animals raised on the spot: mainly pigs and then sheep, goats, cattle and dogs, while among the wild species many remains of deer and boar have been found, together with some of roe deer, hare, fox, badger, wolf, tortoise, bird (pidgeon, duck, eagle etc.), equine (donkey or horse), not well identified feline (maybe cats) and even a piece of bear and one of “urus” or primigenial ox (Bos primigenius), an extinct species from which we think domestic breeds of cattle come from.
The research has also underlined a series of differences: most of the findings of large size fauna, both domestic and savage (bovine, equine, deer, boar, wolf, bear, urus) come from the elite Residence, maybe witnessing the frequent banquets and the presence of hunting trophies, an activity usually practiced only by nobles.
The significant presence of sheep and goats and the many remains of lambs and kids hint that milk and cheese were produced, but also wool as confirmed by the many loom weights displayed in the museum.
Attempting a comparison between today’s fauna in the territory of Murlo and the Etruscan time, the big decrease of breeding has to be remarked; as for wild fauna, the disappearance of the deer, the bear and, at least until its very recent reappearance, the wolf.
On the other hand, wild boars, roe deers and badgers are largely present still today.

11palazzo_arcaico

Nell’arco di una decina di anni dall’incendio del 600 a.C., il palazzo venne ricostruito: un quadrilatero di 60 metri di lato, con diciotto ambienti, aperto su una corte interna porticata su tre lati.
Sul lato privo di colonnato si apriva una grande stanza: il tablinum, l’archivio storico della famiglia gentilizia, comunicante con altri due vani, il triclinium e il cubiculum, dove venivano soddisfatte le funzioni primarie: mangiare e dormire. Di fronte al tablinum, nella corte, si trovava un ulteriore ambiente dedicato al culto degli antenati.
Antenati che proteggevano il palazzo dalla sommità del tetto: raffigurati in posizione seduta, con un oggetto tra le mani, probabilmente un simbolo di potere, fabbricato con materiale deperibile, e che indossavano un insolito cappello a tesa larga con l’estremità a punta. Decoravano il tetto anche cavalli, pantere, arieti, grifoni, sfingi e gorgoni.
Nelle pareti intorno al cortile correvano lastre in terracotta rappresentative di quattro aspetti della vita sociale nel palazzo: il banchetto, la corsa dei cavalli, la processione e l’assemblea di famiglia. Il cane è rappresentato in più scene: un animale da compagnia e di ausilio nelle attività dell’uomo.
È stata rinvenuta anche una conduttura per le acque, realizzata con dodici cilindri troncoconici in terracotta, inseriti uno dentro l’altro.
Molto interessante la differenza artistica riscontrabile tra i periodi orientalizzante e arcaico: sia nella realizzazione delle decorazioni architettoniche che in quella dei buccheri. Questi ultimi, nella fase arcaica, presentano pareti spesse e decorazioni abbondanti: si tratta del cosiddetto bucchero pesante.
L’insediamento aristocratico di Poggio Civitate venne distrutto tra il 530 e il 525 a.C., alcune delle terrecotte architettoniche sono state depositate in apposite fosse e l’intera area coperta con un terrapieno realizzato con i materiali edilizi del palazzo stesso.

Archaic Phase Building Poggio Civitate

The archaic period palace

Within a decade of the 600 B.C. fire, the palace was rebuilt: a square of 60 metres per side, eighteen rooms, which opened onto an internal courtyard with a portico on three sides.
A large room extended from the side without the colonnade: the tablinum, the historical archives of the noble family, communicating with the other spaces, the triclinium and the cubiculum serving the primary functions of eating and sleeping. Opposite the tablium, inside the courtyard, there was another room dedicated the the cult of the ancestors.
Ancestors who protected the palace from the ridge of the roof: represented in a sitting position with an object in their hands, probably a symbol of power, made out of perishable material, and who wore an unusual wide-brimmed pointed hat. Other roof decorations represented horses, panthers, rams, griffons, sfinges and gorgons.
There were terracotta slabs around the walls of the courtyard depicting the four aspects of palace social life: the banquet, the horse race, the procession and the family reunion. The dog is present in several scenes: a domesticated animal and part of the activity of man.
Another discovery has been a water pipeline made of twelve cylindrical troncated terracotta cones, inserted into each other.
A noteworthy fact is the artistic difference between the orientalizing and the archaic periods in the manufacture of both the architectonic and bucchero decorations. The latter, in the archaic phase, have thick walls and abundant decoration: the so-called heavy bucchero.
The aristocratic settlement of Poggio Civitate was destroyed between 530 and 525 B.C., some of the architectonic terracotta objects were deposited in purposely excavated ditches and the whole area covered with a mound made up of building material from the palace itself.

10laboratorio_artigianale

Accanto al palazzo di epoca orientalizzante si trovava un edificio utilizzato come laboratorio artigianale. Era di forma rettangolare (51 metri di lunghezza x 6 metri di larghezza), aperto sui quattro lati e con una copertura realizzata con tegole e coppi. Presentava, inoltre, antefisse con volto di donna e gocciolatoi, conformati a bocca di felino, per il deflusso dell’acqua piovana. Gli acroteri, sulla parte sommitale del tetto, erano decorati con motivi vegetali simili a quelli del palazzo principale. La copertura era retta da quarantasei colonne di legno suddivise in tre file parallele.
Un’officina suddivisa in zone, ognuna con una funzione specifica, in cui operavano artigiani di specializzazione diversa.
Oltre alla lavorazione dell’argilla, utilizzata per realizzare le tegole, i coppi, la decorazione architettonica degli edifici e ovviamente la ceramica, vi si lavorava il bronzo.
Il bronzo e altre materie prime, come avorio, osso e corno, venivano utilizzati per produrre sia oggetti preziosi sia oggetti di uso quotidiano.
Probabilmente, all’interno dell’edificio, alcune aree erano dedicate alla tessitura, alla produzione dell’olio d’oliva e alla macinazione dei cereali.
Come il palazzo principale, anche il laboratorio venne distrutto da un incendio intorno al 600 a.C. e i segni sono ancora visibili sui resti di semi di grano carbonizzati, su alcune terrecotte architettoniche e su oggetti preziosi anneriti dal fuoco.
Una curiosità: durante l’incendio, le persone e gli animali che si trovavano all’interno dell’edificio, scappando, calpestarono lastre di argilla cruda, poi cotte dal fuoco, lasciando indelebili tracce della loro fuga.

 

 

impronta
Impronta di un piede su lastra di argilla.

Footprint on a clay slab.

acroterio_orientalizzante
Acroterio in terracotta del VII secolo a.C.: bocciolo stilizzato.

7th century BC acroterion: stylized bud.

PC 19710102_gorgone_avorio
Oggetto prezioso in avorio.

Precious ivory object.

PC 19710198_grifone_avorio
Oggetto prezioso in avorio.

Precious ivory object.

Ricostruzione della copertura del laboratorio artigianale.
Ricostruzione della copertura del laboratorio artigianale.

Reconstruction of the artesan workshop roof.

 

The artisan workshop

There is a building next to the orientalizing period palace which was used as an artisan workshop. It had a rectangular shape (51 metres long and 6 metres wide), open on all four sides with a cover made of roof tiles. It was adorned with antifixes of women’s faces and dripstones shaped as feline mouths for the drainage of rainwater. The acroteria on the ridge of the roof were decorated with plant elements similar to those of the main palace. The roof was supported by forty-six wooden columns in three parallel rows.
The workshop was divided into areas, each with a specific function where workmen carried out their different crafts.
Apart from working with clay, used for producing roof tiles, architectural building decoration and obviously ceramics, bronze-work was also done.
Bronze and other raw materials such as ivory, bone and horn were used to produce both precious objects and those of everyday use. Probably inside the building some areas were dedicated to weaving, to the production of olive oil and cereal milling.
Like the main palace, the workshop too was destroyed by a fire around 600 B.C. and signs are still visible on the remains of carbonized wheat, on various terracotta architectural items and precious objects blackened by the fire.
A curiosity: during the fire, the people and animals who were inside the building in their hasty escape left footprints in the raw clay, which were then baked by the fire, leaving an indelible trace of their flight.

9palazzo_orientalizzante

A Poggio Civitate, tra il 675 e il 600 a.C., la vita sociale, politica e religiosa di una famiglia aristocratica etrusca si svolgeva all’interno di un palazzo sviluppato su due piani: il piano terra, dove venivano conservate le derrate alimentari, e il piano primo, adibito ad uso abitativo.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce anche la copertura del tetto, strutturata con un’alternanza di tegole e coppi e adornata con acroteri sulla parte sommitale. Le decorazioni presentano motivi vegetali e animali.
Tra le decorazioni troviamo boccioli stilizzati e cavalli di profilo con cavaliere. Di diversa fattezza, invece, due leoncini che azzannano una figura umana al centro della scena.
Un momento rilevante della vita quotidiana all’interno del palazzo era rappresentato dal banchetto, un connubio tra vita sociale e vita religiosa.
La ceramica da mensa rinvenuta è sia di produzione locale che di origine orientale. In tutta Etruria, il periodo è detto Orientalizzante proprio per i materiali provenienti dal bacino orientale del Mediterraneo.
La produzione locale è rappresentata da materiali in bucchero; ceramica nera ottenuta riducendo l’ossigeno durante la cottura del manufatto in argilla. L’ossido ferrico, componente minerale dell’argilla, si trasforma in ossido ferroso, dando la caratteristica colorazione nera.
I buccheri di questo periodo presentano pareti sottili e manici modellati a formare figure mitologiche. In particolare, si riconoscono la Signora degli animali e la Dea piangente.
La Signora degli animali veniva rappresentata con volatili o serpenti stretti tra le mani, mentre la Dea piangente era raffigurata alata, con le mani sul petto e le trecce sino al ventre.
Alcuni buccheri presentano macchie rossastre dovute ad una ricottura del materiale durante l’incendio del 600 a.C. circa, che distrusse la struttura.
Nei pressi del palazzo vero e proprio si trovavano un edificio articolato su tre vani (un possibile tempio secondo gli scavatori) e un laboratorio a forma rettangolare dove – sotto un unico tetto – lavoravano gli artigiani che producevano per le necessità della corte.

 

cavallo orientalizzante

Acroterio del VII secolo a.C.: cavallo con cavaliere.

7th century acroterion: horse and rider.

 

33 Orientalizing Complex reconstruction

Ipotesi di ricostruzione del palazzo in epoca orientalizzante.

Reconstruction hypothesis of the orientalizing palace.

 

anse plastiche
Anse plastiche in bucchero con immagine della Signora degli animali e della Dea piangente.

Plastic handles with images of the Lady of the Animals and the Weeping Goddess.

 

The orientalizing period palace

Between 675 and 600 B.C. at Poggio Civitate the social, political and religious life of an aristocratic family went on within a palace built on two floors: the ground floor where foodstuffs were stocked and the first floor, used as a dwelling.
The archeological excavations have also brought to light the roof covering, constructed alternating flat and bent roof tiles adorned with acroteria on the ridge. The decorations represent plant and animal motives.
Stylized buds and horse and rider profiles can be found among these decorations. The scene of two lion cubs snapping at a central human figure is of a different style. One of the highlights of daily life in the palace is represented by the banquet, a combination of social and religious life.
The retrieved table pottery is both of local production and of oriental origin. In all Etruria, this period is called Orientalizing because of the use of material originating in the oriental basin of the Mediterranean.
Local production is represented by material in bucchero; black ceramics obtained by reducing the oxygen during the firing of the clay artifact. The ferric oxide, a mineral component of clay, is transformed into ferrous oxide, producing the characteristic black colour.
The bucchero of this period is thin with handles modelled to form mythological figures. In particular, the Lady of the animals and the weeping Goddess are recognisable.
The Lady of the animals was represented with birds or snakes in her hands, whilst the weeping Goddess as a winged figure, with her hands on her chest and plaits down to her stomach.
Some of the bucchero objects reveal red marks due to the annealing of the material during the fire around 600 B.C. which destroyed the structure.
Nearby the palace itself a three-room building can be found (a possible temple according to the archeologists) and a rectangular workshop where – under the same roof – artisans worked and produced the needs of the court.