Edizione 2016

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Bluetrusco intanto, riscuote una straordinaria partecipazione
Fine settimana ricco di eventi di grande spessore

Glenn Ferris

Bluetrusco, il primo festival dedicato alla cultura etrusca, affida la sua vena musicale venerdì 29 luglio (ore 22) a Glenn Ferris che si esibirà al castello di Murlo con altri quattro talentuosi musicisti tutti “made in Siena Jazz”: Paolo Corsi (chitarra), Mirco Mariottini (clarinetto), Franco Fabbrini (contrabbasso) e Giulio Stracciati (chitarra). Il trombonista americano ma ormai trapiantato a Parigi (dove è stato vicedirettore del Conservatorio) è un’icona del jazz e del pop: ha suonato con Frank Zappa, Stewie Wonder, Duran Duran. Perfetto interprete della nota blu, che dà il nome a Bluetrusco, oltre al richiamo al cielo, dove risiedevano gli dei. Il concerto si svolge subito dopo la cena in piazza (da prenotare al 348 900 35 63) o nei ristoranti convenzionati.

Ma tutta la giornata è ricca di opportunità, a partire dai laboratori e dalla visita al museo etrusco e alla mostra. Poi si parla di Etruschi e Roma, in un incontro nella saletta convegni con il direttore scientifico del festival Giuseppe Maria Della Fina (ore 19). Da non perdere le letture di alcuni significativi passi tratti da “Un infinito numero” di Sebastiano Vassalli, da parte del noto attore fiorentino Alessandro Calonaci.

Il romanzo fantastico (edito da Einaudi) ambientato in epoca romana si riferisce nel titolo a un pensiero del protagonista, Timodemo, il quale capisce attraverso i suoi viaggi in Etruria e nel tempo, che la storia è destinata a ripetersi. In un passaggio cruciale del racconto di Vassalli, Mecenate, Virgilio e Timodemo riescono a  incontrare il sommo sacerdote Aisna, discutendo sul perché una civiltà così evoluta come quella etrusca, che conosceva e padroneggiava la scrittura, non abbia lasciato alcuna traccia di sé in opere scritte. Questa la risposta: La scrittura ci fa orrore, così come ci fa orrore la morte. La parola scritta è un segnale di morte, non lo sai? […] Gli animali non possono morire: soltanto i loro nomi muoiono. Chi non ha un nome, e non può scrivere il suo nome, non muore in eterno”.

L’indomani, sabato 30 luglio, la prima nazionale di uno spettacolo di grande originalità: “Vieni, oh Fufluns, con noi a brindare!”. Si tratta di musiche e canti ispirati al simposio etrusco. Gli strumenti sono ricostruiti seguendo l’iconografia dell’epoca, poi ci  pensa la creatività contemporanea e l’elettronica a fare il resto (sempre alle 22, ma laboratori sulla musica per l’intera giornata). La performance è particolarmente accattivante, e molto tecnologica: saranno suonati strumenti ricostruiti secondo i concetti antichi singolarmente, poi registrati e rimandati in contemporanea in loop, come a comporre un’orchestra. Sono previste  canzoni su vari temi, sia in italiano che in etrusco. Ideatori e protagonisti di questo straordinario evento sono Francesco Landucci (cithara, lyra, aulos),  Sabina Manetti (canto) e Cinzia Murolo (ideazione testi).

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Giuseppe M. Della Fina parla del rapporto tra Etruschi e Romani, il grande attore fiorentino Alessandro Calonaci legge alcune pagine, straordinarie, del romanzo di Sebastiano Vassalli Un infinito numero.

Il romanzo fantastico (edito da Einaudi) ambientato in epoca romana si riferisce nel titolo a un pensiero del protagonista, Timodemo, il quale capisce attraverso i suoi viaggi in Etruria e nel tempo, che la storia è destinata a ripetersi.

In un passaggio cruciale del racconto di Vassalli, Mecenate, Virgilio e Timodemo riescono a  incontrare il sommo sacerdote Aisna, discutendo sul perché una civiltà così evoluta come quella etrusca, che conosceva e padroneggiava la scrittura, non abbia lasciato alcuna traccia di sé in opere scritte.

Questa la risposta: La scrittura ci fa orrore, così come ci fa orrore la morte. La parola scritta è un segnale di morte, non lo sai? […] Gli animali non possono morire: soltanto i loro nomi muoiono. Chi non ha un nome, e non può scrivere il suo nome, non muore in eterno”. Da non perdere!

 

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Visita agli scavi al mattino e tavola rotonda il pomeriggio

Notte blu al castello di Murlo sabato 23 luglio

Giornata clou per celebrare i 50 anni di Poggio Civitate

Grazia di Michele è la protagonista della Notte blu a Murlo (sabato 23 luglio, ore 22), all’interno del festival Bluetrusco, dedicato alla nota magica del blues e del jazz come omaggio alla musicalità degli Etruschi. L’ultimo disco della cantante, “Il mio blu”, si inserisce alla perfezione nel contesto. La giornata è intensa. Si comincia al mattino, con la visita guidata agli scavi, ancora in corso da parte dell’università Amherst del Massachusetts (ore 10, partenza al museo).

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